Un trucco che dura tutto il giorno raramente deve il suo risultato a un solo prodotto «magico» per fissarlo. A fare la differenza è piuttosto l’ordine in cui applichi i vari strati e il punto preciso in cui usi la cipria o una velina opacizzante quando la pelle comincia a lucidarsi. Se il fondotinta scivola via dal naso già prima di mezzogiorno, il blush sbiadisce dopo poche ore e il colore sulle labbra sparisce già a pranzo, vale la pena ripercorrere tutta la routine, dalla preparazione della pelle ai ritocchi a metà giornata, e capire quale passaggio determina davvero ciò che succede al viso nel pomeriggio.
- Preparare la pelle (detersione, idratazione ed eventualmente primer) offre ai prodotti successivi un appiglio a cui «aggrapparsi» per il resto della giornata, invece di scivolare via dalla superficie.
- Applicare il fondotinta in due strati sottili, anziché in uno solo e spesso, aiuta a mantenerlo più fermo e a evitare che si accumuli nelle rughe d’espressione.
- La cipria serve dove la pelle si lucida davvero, di solito su fronte, naso e mento, non su tutto il viso in una volta.
- Il blush in crema e quello in polvere si consumano in modo diverso durante la giornata, quindi vale la pena scegliere tra i due (o combinarli) in base a quanto è grassa la pelle.
- Riempire tutte le labbra con la matita, invece di limitarsi a delinearne il contorno, offre al colore applicato sopra una base uniforme che lo aiuta a durare più a lungo.
Inizia preparando la pelle
I pochi minuti che precedono l’applicazione del primo prodotto contano più di quanto sembri. La pelle detersa e idratata crea una superficie più liscia e uniforme, sulla quale i prodotti successivi si stendono in modo omogeneo, invece di accumularsi nelle zone secche o scivolare via da quelle più oleose. In questa fase alcune persone aggiungono un primer: una crema da applicare dopo la skincare e prima del fondotinta o di un altro prodotto per il viso, il cui scopo principale è proprio prolungare la tenuta di ciò che si applica sopra (fonte: e.l.f. Cosmetics). È un passaggio di carattere generale e tecnico, non un prodotto dell’assortimento DIVAZ: consideralo quindi un’opzione da valutare, non un elemento di una routine specifica con i nostri prodotti.
I primer sono diversi tra loro: alcuni contrastano l’eccesso di sebo, altri limitano l’accumulo del prodotto nelle rughe e altri ancora rallentano lo spostamento del colore durante la giornata (fonte: Wikipedia). Ecco perché già in questa fase è utile notare quali zone del viso tendono a essere più grasse e quali più secche. Questa differenza tornerà nella parte successiva, quando dovrai decidere dove vale davvero la pena applicare la cipria.
Fondotinta in strati sottili, non in uno solo e spesso
Se confronti un unico strato spesso di fondotinta con due strati sottili, di solito è il secondo metodo a dare risultati migliori nel corso della giornata. Uno strato spesso resta più in superficie che aderire alla pelle, favorendo così lo scivolamento e l’accumulo nelle rughe, soprattutto intorno agli occhi e alla bocca. Applicare il fondotinta in strati sottili, aumentando la coprenza solo dove serve davvero, permette di mantenere il risultato più a lungo e limita questo fenomeno (fonte: Clarins Beauty Expert Guide UK).
Il fondotinta Foundation 4 è pensato proprio per questo metodo: stendi una piccola quantità dal centro della guancia verso l’esterno del viso e aggiungi un secondo strato, altrettanto sottile, solo nelle zone che hanno davvero bisogno di più coprenza. Grazie alla sua consistenza fluida, il prodotto si stende in modo uniforme e la pelle mantiene un aspetto naturale e luminoso per gran parte della giornata, senza diventare opaca e «effetto maschera» già dopo poche ore.
Dove applicare un secondo strato
Un secondo strato è utile in punti specifici, non su tutto il viso. Le zone più indicate sono il contorno occhi, i lati del naso e singoli rossori o imperfezioni: aree che di solito hanno bisogno di più coprenza rispetto al resto del viso. Se dopo il primo strato le guance e la fronte appaiono già uniformi, applicarne un secondo solo in queste zone lascia il resto della pelle più vicino al suo aspetto naturale e rende più semplice lavorare poi con la cipria, di cui parleremo nella parte successiva.
Cipria solo nella zona T, non su tutto il viso
La pelle grassa tende a lucidarsi in modo irregolare, soprattutto nella cosiddetta zona T, cioè su fronte, naso e mento (fonte: CeraVe). Sono proprio queste tre zone a lucidarsi di solito per prime, mentre le guance e il contorno occhi possono restare più asciutti per tutta la giornata. Applicare la cipria solo dove la pelle si lucida davvero aiuta a controllare la lucidità senza seccare le altre zone del viso.
Il modo in cui la applichi conta tanto quanto il punto in cui la applichi. Tamponare una piccola quantità di cipria con una spugnetta umida, invece di strofinarla con un pennello asciutto, dà un finish che continua ad assomigliare alla pelle, anziché a uno strato di prodotto in superficie. È meglio lasciare le zone secche del viso senza cipria: coprirle «per sicurezza» è la causa più comune dell’effetto maschera, che si nota solo la sera, osservandosi da vicino alla luce.
Blush, contouring e illuminante: crema o polvere
Il blush in crema e quello in polvere si differenziano soprattutto per il modo in cui reagiscono al calore e al sebo sulla pelle, e questa differenza incide direttamente su quanto a lungo mantengono l’aspetto che avevano appena applicati. La formula cremosa si stende rapidamente con la punta delle dita o con una spugnetta umida e si fonde con la pelle creando un rossore naturale, senza un confine netto tra il prodotto e l’incarnato. Sulla pelle grassa o nelle giornate umide, lo stesso effetto che rende il blush in crema così naturale può richiedere un ritocco prima rispetto a un prodotto in polvere (fonte: Maybelline). Non è un difetto della formula, ma una conseguenza della caratteristica che la rende piacevole da indossare.
Il Blush Stick Signature - Rose mostra bene questo principio nella pratica: se hai la pelle che tende a lucidarsi, applicare sopra il blush in polvere corrispondente non sostituisce questo passaggio, ma lo prolunga, aiutando la base cremosa a mantenere il colore più a lungo invece di svanire nel giro di poche ore. La stessa logica vale per l’illuminante e per un contouring delicato: la base cremosa dona profondità e luminosità, mentre un tocco di prodotto in polvere sopra stabilizza il risultato per il resto della giornata.
Labbra che non spariscono a pranzo
Il colore sulle labbra di solito svanisce più in fretta del trucco sul resto del viso, perché le labbra entrano direttamente in contatto con cibo e bevande e si muovono mentre parli. Un semplice passaggio fa una differenza evidente: riempi tutte le labbra con la stessa matita che usi per delinearne il contorno, invece di limitarti a tracciare il contorno. In questo modo il colore applicato sopra ha una base uniforme a cui aderire, anziché la pelle nuda delle labbra, da cui è facile che scivoli e sbavi (fonte: L'Oréal Paris).
La matita Lip Liner - 01 è perfetta per questo: delinea il contorno naturale delle labbra e poi riempile completamente prima di applicare il gloss o il rossetto. Ricorda che il solo strato di gloss è formulato per essere più leggero e fluido rispetto a un prodotto più opaco, quindi si trasferisce più facilmente e deve essere riapplicato prima. È un comportamento normale per questa formula, non il segno che qualcosa sia andato storto. Quando il colore comincia a svanire, rinnovalo subito aggiungendo un nuovo strato su quello che è rimasto, invece di strofinare o tamponare prima le labbra con una velina, perché così rimuoveresti proprio la base di matita su cui si regge tutto il risultato.
Ritocchi durante la giornata: velina o cipria, e quando usare lo spray
Quando la pelle comincia a lucidarsi a metà giornata, di solito si ottiene un risultato più pulito usando prima una velina opacizzante, invece di aggiungere un altro strato di cipria. La velina assorbe il sebo in eccesso e finisce nel cestino insieme a esso: così l’olio viene davvero rimosso dalla pelle, anziché restare sotto un altro strato di prodotto che lo nasconde soltanto (fonte: TODAY). Aggiungere la cipria solo dopo questo passaggio, e soltanto nei punti che continuano a lucidarsi dopo averli tamponati con la velina, dà un risultato più discreto rispetto ad applicarla direttamente sul sebo, cosa che di solito lascia la pelle a chiazze e irregolare.
Se usi uno spray fissante, funziona meglio applicandolo con spruzzi leggeri e brevi, tenendo il flacone a una quindicina di centimetri dal viso e muovendo la mano come per disegnare una X o una T, anziché spruzzare con forza da vicino in un unico colpo (fonte: beautyblender). Di solito basta una passata all’inizio, prima di uscire, e una seconda al termine della routine; spruzzare ancora durante la giornata può facilmente diventare eccessivo e sciogliere il trucco che aderisce già bene alla pelle.
Considera questi sei passaggi come un ordine da provare e adattare alla tua pelle, non come istruzioni rigide senza eccezioni: preparazione, strati sottili di fondotinta, cipria solo nella zona T, scelta consapevole tra crema e polvere sulle guance, una base duratura sotto il colore sulle labbra e ritocchi che iniziano dalla velina, non dalla cipria. Foundation 4, Blush Stick Signature - Rose e Lip Liner - 01 mostrano bene questa routine nella pratica, se vuoi costruirla partendo da prodotti specifici. Trovi altri articoli sull’ordine di applicazione del trucco sul blog DIVAZ.