Un prodotto di make-up vegano è un prodotto dalla cui formula sono stati eliminati gli ingredienti di origine animale, dalla cera d’api e dal carminio fino al collagene o ad alcuni grassi animali usati come emollienti. L’etichetta non dice nulla su quanto il prodotto sia naturale o delicato sulla pelle e non garantisce automaticamente se sia stato testato sugli animali oppure no: questa è un’indicazione separata, chiamata cruelty-free, che molti acquirenti confondono con quella vegana. Quando vuoi evitare gli ingredienti di origine animale nei cosmetici, è importante sapere esattamente cosa garantisce ogni parola sull’etichetta, invece di limitarsi a supporre che significhino la stessa cosa.
- Vegano si riferisce esclusivamente alla composizione della formula: quali ingredienti contiene o non contiene il prodotto.
- Cruelty-free si riferisce ai test: indica se il prodotto finito o i suoi ingredienti sono stati testati sugli animali.
- L’indicazione sulla pagina di un prodotto proviene di solito direttamente dal brand e vale la pena verificarla prodotto per prodotto, senza darla per scontata per tutta la gamma.
Cosa significa esattamente «vegano» sull’etichetta di un prodotto di make-up
Il termine vegano applicato ai cosmetici segue la stessa logica che ha nell’alimentazione o nella moda: esclude qualsiasi ingrediente derivato dagli animali. Nel make-up, questo può significare sostituire la cera d’api di un rossetto, il carminio (un colorante rosso estratto dagli insetti) di un blush o il collagene animale di una crema con alternative vegetali o sintetiche che svolgono la stessa funzione in termini di texture e colore. Il principio affonda le sue radici nella definizione più ampia di veganismo, che mira a evitare lo sfruttamento degli animali e i materiali che ne derivano nei prodotti di uso quotidiano, compresi i cosmetici (fonte: The Vegan Society).
È importante ricordare che «vegano» non dice nulla su quanto un prodotto sia naturale, biologico o ipoallergenico. Una formula può essere completamente vegana e, allo stesso tempo, contenere profumi sintetici, conservanti o coloranti di sintesi, così come un prodotto promosso come «naturale» può comunque contenere ingredienti di origine animale. Le due etichette rispondono a domande diverse e confonderle è l’errore più comune quando si legge una confezione.
Vegano e cruelty-free non sono la stessa cosa
L’etichetta cruelty-free garantisce una sola cosa: il prodotto finito e i suoi ingredienti non sono stati testati sugli animali in nessuna fase dello sviluppo. Non dice nulla su cosa contenga la formula: un prodotto cruelty-free può comunque includere cera d’api, lanolina o altri ingredienti animali, purché questi non siano stati testati sugli animali nell’ambito del processo (fonte: Cruelty-free — Wikipedia).
L’etichetta vegana funziona al contrario: garantisce l’assenza di ingredienti animali nella formula, ma non dice nulla sulla storia dei test del prodotto o dei suoi ingredienti in altri mercati. Un prodotto può essere vegano e, in teoria, essere comunque stato sottoposto a test imposti dalla legislazione di un altro Paese in cui il brand vende i propri prodotti (fonte: Cruelty-free — Wikipedia). In pratica, un prodotto può essere sia vegano sia cruelty-free, avere solo una delle due caratteristiche oppure nessuna delle due: per questo vale la pena verificarle separatamente, senza darle entrambe per scontate solo perché compaiono spesso una accanto all’altra sulle confezioni.
Cosa prevede la normativa sui test sugli animali
Nell’Unione Europea, i test sugli animali per i prodotti cosmetici finiti e per i loro ingredienti sono vietati da più di un decennio. Questo significa che qualsiasi prodotto venduto legalmente sul mercato europeo è già conforme a questo standard, indipendentemente dal fatto che riporti o meno un’indicazione esplicita sulla confezione (fonte: Cruelty-free — Wikipedia). Il divieto europeo, tuttavia, non si estende automaticamente a tutti i mercati del mondo: in passato, altri Paesi hanno previsto requisiti di test diversi per i prodotti venduti localmente, anche se di recente la legislazione si è evoluta anche lì verso metodi alternativi ai test sugli animali.
Per una lettrice in Romania, questo significa in pratica che un’indicazione cruelty-free su un prodotto venduto qui conferma uno standard che si applica già al mercato europeo. È utile soprattutto come ulteriore segno di trasparenza da parte del brand, non come una garanzia che verrebbe a mancare in sua assenza.
Cosa verificare davvero prima di fidarsi dell’etichetta «vegano»
La prima verifica utile è cercare l’indicazione esatta nella sezione delle caratteristiche o dei vantaggi della pagina del prodotto, non solo nel titolo o nella descrizione generale, dove a volte la parola «vegano» compare soltanto come argomento di marketing, senza ulteriori spiegazioni. La seconda verifica riguarda la fonte dell’indicazione: un’affermazione scritta dal brand sulla propria pagina è un’informazione ufficiale del produttore, ma non equivale a una certificazione indipendente rilasciata da un ente terzo. Se per te è importante una certificazione di terze parti, cerca esplicitamente un logo riconosciuto o un codice di verifica, non soltanto la parola «vegano» nel testo.
La terza verifica, la più facile da trascurare, consiste nel valutare ogni prodotto separatamente. La formula cambia da un prodotto all’altro anche all’interno della stessa gamma: un rossetto può essere vegano, mentre il fondotinta della stessa collezione potrebbe non esserlo, semplicemente perché hanno ricette diverse. Non dare per scontato che tutta la gamma di un brand segua la stessa regola solo perché un singolo prodotto la riporta.
Prodotti DIVAZ con formula vegana
Nella gamma DIVAZ, due prodotti verificati proprio ora riportano esplicitamente l’indicazione vegana nella sezione delle caratteristiche della propria pagina. Highlighter Pearl è indicato tra i vantaggi principali con la dicitura «Formula vegana in polvere compatta», mentre la matita per le labbra Lip Liner - 06 riporta la dicitura «Vegan / Cruelty free» nella stessa sezione della sua pagina.


Altri prodotti della gamma che abbiamo verificato al momento non riportano la stessa indicazione sulla propria pagina: è il caso dei fondotinta Foundation 14 e Foundation 7, nonché dei gloss Lip Gloss - 19 e Lip Gloss - 35. Questo non significa che la loro formula sia peggiore, ma solo che al momento non riportano l’etichetta vegana; vale quindi la pena verificarli singolarmente se questo criterio è importante per la tua scelta.
Come scegliere il resto della tua routine
Al di là della formula, la tonalità e il finish restano i criteri che determinano se un prodotto fa al caso tuo nel lungo periodo. Se stai creando la tua routine da zero, la guida al kit base DIVAZ ti aiuta a scegliere quali prodotti contano davvero, prima di considerare dettagli aggiuntivi come la formula vegana. Se vuoi un risultato discreto, ricorda che un aspetto naturale sulla pelle, come descritto nella guida al make-up naturale, dipende dalla tecnica di applicazione, non dalla composizione dei prodotti utilizzati.
Puoi sfogliare l’intera gamma di make-up DIVAZ per confrontare tonalità e finish e, se cerchi altre idee di look per diverse occasioni, puoi leggere anche le altre guide del blog. Scegli in base a ciò che conta di più per te — formula, tonalità o finish — e verifica le indicazioni pertinenti direttamente sulla pagina di ciascun prodotto, senza fare supposizioni sull’intera gamma.